Il nostro “Bilancio” dell’ultimo CIG ENPAP

Diario di bordo dal Consiglio di Indirizzo Generale

27 novembre 2021, ultimo CIG dell’anno presso la nostra Cassa ENPAP, terzo appuntamento di questo nuovo Consiglio, riunito sia di presenza che on line.

Apertura del Presidente ENPAP Torricelli sul gruppo Pari Opportunità (quello del CDA, con 1 donna 2 uomini). Zero notizie concrete al riguardo, cominciamo bene!

Bilancio Attuariale

Si tratta delle proiezioni per i prossimi 50 anni. Altissima la percentuale di donne in ENPAP, l’84% degli iscritti. Un dato centrale per la parità di genere, perché? Perché le Psicologhe “godono” di un reddito del 27% più basso rispetto ai colleghi uomini, che sono in minoranza.

L’avevamo già affermato più volte: le colleghe che vivono sulla loro pelle il gender pay gap chiedono una presa di posizione forte, interventi risolutivi. Non possono più attendere.

Abbiamo pertanto espresso un voto contrario: se manca già oggi la prospettiva futura, gli sviluppi da qui a 50 anni sono il quaderno dei sogni.

Variazioni di Bilancio

Abbiamo in questo caso espresso un voto di astensione, non avendo partecipato alla scorsa consiliatura.

Bilancio Previsionale 2022

Il bilancio previsionale è l’atto politico per eccellenza del CiG, descrive le scelte di investimento e di spesa dell’ENPAP. Abbiamo studiato con cura le scelte della maggioranza e abbiamo espresso voto contrario, per queste importanti ragioni:  

Spese di gestione

Manca una spending review sulla struttura operativa: 9 milioni di Euro per le spese di funzionamento dell’Ente, pari al 35,23% del nostro 2%, un terzo in più rispetto all’anno precedente. Le spese di gestione sono molto alte e pesano sulle nostre tasche, dobbiamo tutelare il modo in cui viene speso il nostro 2%!

Digitalizzare in modo massiccio le procedure consentirebbe di ottimizzare le spese e risparmiare, lasciando più fondi alle politiche di assistenza.

Valorizzazione del patrimonio

I nostri versamenti previdenziali? Aumentano perché si versa di più e non perché si investe nel migliore dei modi.  

L’aumento del numero di noi iscritti e la nostra età media molto bassa (il 74% ha tra i 30 e 49 anni, ben lontani dal pensionamento) sono i pilastri della solidità finanziaria dell’ENPAP, ma manca il sostegno a politiche di investimento adeguate. Questo rappresenta un potenziale campanello d’allarme!

Sicuramente l’inflazione aumenterà già nei prossimi mesi (si parla a medio termine di inflazione a due cifre) e sicuramente nei prossimi anni i mercati potrebbero non essere affatto stabili (post-pandemia).

In pratica, i nostri accantonamenti per la pensione non solo potranno rendere meno, ma potranno anche essere svalutati dall’inflazione. Se la tranquillità viene dall’aumento dei nostri versamenti il gioco si fa pericoloso, sulla pelle di chi versa i contributi!

Allocazione degli investimenti

Ciò che è emerso:

  • Gestione forse “prudenziale”, ma svantaggiosa per noi iscritti.
  • Manca una adeguata diversificazione dei profili di rischio.
  • La previsione finanziaria del bilancio di previsione 2022 non è coerente al nostro ottimale profilo di rischio.

Mancano infatti:

  • investimenti più legati all’economia reale e meno alla finanza esterna.
  • una politica di investimenti maggiormente basata su progetti e meno miope rispetto all’andamento del sistema macro-economico.
  • progetti di lungo termine sui più giovani.
  • progetti di breve termine per i meno giovani, in collaborazione con Istituti Finanziari e Fondazioni.
  • una politica di differenziazione degli investimenti che sia congruente rispetto alla composizione anagrafica degli iscritti e in sintonia con le variabili che descrivono la totalità degli iscritti (contribuenti e pensionati).
  • ricerca di finanziatori e finanziamenti per l’implementazione di una progettualità rivolta ai più giovani in ambiti innovativi della Professione.

Gestione dei crediti

Il quadro dei crediti relativi alle poste non riscosse:

  • improvvisamente diventano difficili da incassare. Mentre per gli anni precedenti sono rimasti come posta attiva nei bilanci. Allora, delle due l’una: o la posta attiva era di difficile esigibilità (e avrebbe dovuto essere già svalutata negli anni scorsi) oppure, nel corso degli anni, non sono state messe in atto “azioni efficaci” per esigere il versamento delle quote dovute e recuperare i crediti.
  • non è risolto e neppure evidenziato il tema delle iniziative rivolte ai morosi: non può essere limitato alla riscossione dei crediti, ma deve essere rispettato e tutelato chi (la maggior parte di noi), i contributi li versa regolarmente. Il mancato versamento crea una disparità tra chi è in regola e chi no anche dal punto di vista della concorrenza. A chi ha difficoltà economiche temporanee certamente si deve provvedere, l’Ente non deve abbandonare chi è in difficoltà, ma lo deve fare utilizzando gli strumenti adatti, cioè i fondi per l’assistenza.

Borse lavoro

Lasciamo la ciliegina per ultima. Le borse lavoro vengono pagate coi fondi destinati all’assistenza. Ne avete già sentito parlare? ENPAP, invece di contribuire a stimolare le istituzioni ad aprire più spazi per le Psicologhe e gli Psicologi, sceglie di distribuire i soldi destinati all’assistenza di tutti gli Psicologi a circa 1.000 colleghe e colleghi, l’1,4% della popolazione.

E si tratta di cifre consistenti: precisamente 5.412.000,00 di Euro, per un tetto massimo di 5.000 Euro a ciascuno dei mille. L’assistenza sarebbe un diritto per tutti, le borse un vantaggio per pochi.

Sì, avete capito bene: il bilancio 2022 destina una cospicua parte degli interventi assistenziali all’1,4% dei contribuenti.

Qualcuno a prima vista può immaginare di capitare tra i 1.000 fortunati, ma in realtà questa è un’iniziativa che non ha alcuna logica, né per lo sviluppo della professione, né rispetto agli interventi assistenziali. Eventuali finanziamenti destinati allo sviluppo della professione non devono essere sottratti agli interventi assistenziali.

Criteri di investimento

Alla quinta ora di Consiglio sono stati finalmente presentati i criteri sulla cui base vengono definiti gli  investimenti.

Abbiamo espresso voto contrario perchè:

  • non è stata prevista alcuna nostra rappresentanza tra i componenti del Gruppo di Lavoro Investimenti, con la conseguenza di essere stati impossibilitati a partecipare al dibattito e al confronto su questo tema.
  • i criteri proposti appaiono generici e questo impedisce di cogliere con chiarezza quali siano le linee generali della politica di investimento che saranno adottate.
  • non è esplicitato il collegamento tra i criteri precedentemente adottati, le scelte di modificarli e le risultanze degli investimenti realizzati fino ad oggi sulla base dei criteri stessi.
  • non è esplicitato a quale quadro macroeconomico si fa riferimento nell’adottare tali nuovi criteri.

Collocazione attuale degli investimenti, relazione tecnica

La discussione in CIG è così proseguita sulla relazione del Dott. Patriossi sulla collocazione degli investimenti.

Nessuna documentazione in merito era stata inviata ai consiglieri, per poter studiare il documento e porre quesiti. Quindi, non essendo stati informati sul contenuto di tale relazione, non era possibile alcuna discussione, tanto più che si era arrivati quasi in chiusura della seduta.

L’argomento forse più importante, quello che fa da base alla formulazione del bilancio, veniva posto in discussione per ultimo, senza l’invio della documentazione e senza il tempo per discuterne.

Abbiamo subito presentato una mozione scritta per il rinvio del punto al prossimo CIG, unitamente alla trasmissione di adeguati allegati, che sono stati finalmente inviati alcuni giorno dopo.

Nostre proposte per: Gruppo di Lavoro sulle Pari Opportunità, Osservatorio Permanente e Gruppo di Lavoro su Iscritte e Iscritti

A conclusione del CIG abbiamo posto l’attenzione sui temi della prevenzione e soprattutto sulla gender equity, chiedendo di mettere all’o.d.g. del prossimo Consiglio la discussione sulla creazione del Gruppo di Lavoro sulle Pari Opportunità, per occuparsi con urgenza di questo aspetto cruciale.

Abbiamo inoltre proposto la costituzione di un Osservatorio Permanente e un Gruppo di Lavoro su iscritte e iscritti, poiché non abbiamo alcun dato sulla percezione, sulle conoscenze finanziarie e previdenziali e sulle attitudini degli iscritti.

Questi dati potrebbero permettere di costituire un osservatorio ampio e ricco, un osservatorio permanente in grado di rappresentare le evoluzioni di anno in anno, per realizzare politiche nei prossimi quattro anni politiche coerenti con in bisogni e i progetti di colleghe e colleghi.

Un campione di 5.000 intervistati con un piano di campionamento opportunamente strutturato sarebbe in grado di fornirci una fotografia rappresentativa degli iscritti.

Gruppi di Lavoro “Regolamenti” e “Bilanci”, dimissioni di Michela Pensavalli

La nostra collega Michela Pensavalli ha rassegnato le sue dimissioni quale componente i Gruppi di Lavoro “Regolamenti” e “Bilanci”, dopo aver constatato l’effettiva irrilevanza e marginalità di cui noi Consiglieri ENPAP, il maggior gruppo di minoranza, siamo stati fatti oggetto nella scelta della composizione dei Gruppi di Lavoro, nonostante noi, come minoranza, rappresentiamo il 30% della presenza in CIG.

E’ indispensabile intervenire sul regolamento di elezione dei gruppi di lavoro: deve essere rispecchiata la proporzionalità dello sbarramento presente nel regolamento elettorale, fornendo criteri attraverso i quali venga garantita la presenza delle minoranze.

Conclusioni

Il gruppo di maggioranza che siede in Consiglio di Indirizzo Generale ha disatteso l’ennesima, importante occasione per aprire un dialogo costruttivo e di confronto tra le diverse posizioni, negandoci lo spazio per dire la nostra e per collaborare.

Nei giorni scorsi si è paradossalmente letto che saremmo persino dei “livorosi” che non aprono al dialogo e di conseguenza ci chiediamo: chi è che ha chiuso il dialogo, escludendo dai Gruppi di Lavoro una opposizione che rappresenta il 30%?

E’ da “livorosi” esprimere un’analisi ed una critica dettagliata alla gestione dell’Ente in democrazia?

Continueremo pertanto il nostro lavoro di attenta vigilanza in ENPAP nell’interesse di tutte e tutti, continuando a proporre e progettare azioni per il miglioramento del nostro Ente, il nostro bene comune, che ha bisogno di maggiori politiche di assistenza, previdenza e investimenti, nonché di una effettiva pluralità e democrazia partecipativa.